Modellismo ferroviario - modellbaufiguren - scale model figures
 

Modellismo ferroviario

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Il modellismo ferroviario o ferromodellismo (in tempi recenti è più frequentemente usato il termine fermodellismo, introdotto o reso popolare da Italo Briano) è quella branca del modellismo che si occupa della costruzione di riproduzioni in scala ridotta di ferrovie, di rotabili e di tutto ciò che ha attinenza diretta o indiretta con essi.

Dal trenino elettrico al modellismo

Con l'avvento dei cosiddetti trenini elettrici, simili al genere usato dai bambini, con locomotive alimentate a bassa tensione attraverso le rotaie o da una linea aerea è diventata comune la costruzione di diorami ovvero riproduzioni di scene statiche oppure di "plastici" dove il materiale rotabile viene ambientato in un contesto geografico. La differenza sostanziale tra il diorama e il plastico è che il primo è la riproduzione molto dettagliata di una porzione di paesaggio ferroviario, mentre il secondo è costituito da uno o più itinerari ferroviari operativi che possono a volte raggiungere decine e decine di metri.

 

In questo caso, il ferromodellista può occuparsi di diversi aspetti:

 

    la realizzazione degli elementi scenografici del plastico (stazioni, case, alberi, impianti, ecc.)

    la costruzione di un tracciato rotabile

    la collezione di miniature di materiale rotabile

    la realizzazione dell'elettronica di controllo

    conduzione dei modelli sul tracciato

 

cercando in ogni caso di riprodurre fedelmente i dettagli di località, tracciati, orari ferroviari e materiale.
 

 
Modelli ferroviari in scala H0
 
Scorcio di un plastico in scala N con le locomotive elettriche FS E.626 e FS E428 autocostruite

 

Scale e scartamenti

Il materiale ferromodellistico si raggruppa per scala (scale in inglese, spur in tedesco, échelle in francese), che determina la dimensione del modello relativa al reale, e per scartamento, che determina la distanza tra le due rotaie che compongono il binario. Capita infatti che binari in scartamento tale da rappresentare la larghezza standard in una determinata scala vengano usati come tratte a scartamento ridotto in una scala superiore.

 

La maggior parte delle scale e degli scartamenti hanno origine da scelte commerciali di qualche produttore. L'associazione ferromodellistica europea MOROP riconosce i seguenti standard:

File:Train scale 4-4-0.JPG

1:24(G), 1:48(O), 1:64(S),1:87(H0), Brio, 1:160(N), 1:220(Z)

Nome Rapporto Scartamento in mm
normale m e i
T 1:450 - - - -
ZZ 1:300 4,5 - - -
Z 1:220 6,5 4,5 - -
N 1:160 9 6,5 4,5 -
TT 1:120 12 9 6,5 4,5
H0 (Half Zero) 1:87 16,5 12 9 6,5
00 1:76 18,88* - - -
S 1:64 22,5 16,5 12 9
0 (Zero) 1:43,5 32 22,5 16,5 12
I 1:32 45 32 22,5 16,5
II 1:22,5 64 45 32 22,5
III 1:16 89 64 45 32
IV 1:11 127 89 64 45
V 1:8 184 127 89 64
VI 1:5,5 260 184 127 89

I modelli in scala 00 sono prodotti industrialmente con uno scartamento di 16,5 mm. Sono comunque predisposti per essere dotati di assi aventi lo scartamento corretto. Alcune case modellistiche producono anche l'armamento in scala esatta.

Per scartamenti reali inferiori a 1250 mm, al nome della scala viene aggiunto il suffisso:

 

    'm' per scartamenti tra 850 mm e 1250 mm

    'e' per scartamenti tra 650 mm e 850 mm

    'i' per scartamenti tra 400 mm e 650 mm

 

Ad esempio, la Ferrovia Genova Casella riprodotta in un diorama con rapporto dimensionale 1:87 sarà in scala H0m e userà i binari con scartamento di 12mm come la scala TT ma con le traversine riprodotte in 1:87 come la H0.

 

Le più commerciali e vendute sono la H0 ed N. La scelta della scala con cui riprodurre gli elementi è, nella costruzione di un diorama, la prima che deve essere compiuta, e viene generalmente effettuata in base allo spazio disponibile. La scala 1 e la scala 0 sono generalmente riservate a grandi realizzazioni in parchi o giardini.

 

Esiste anche la scala IIm (o LGB, dal nome del principale produttore) con il rapporto di 1:22,5, idonea alla costruzione di tracciati anche all'aperto; lo scartamento è uguale a quello della scala 1 (ovvero 45 mm).

 

Un discorso più esteso è necessario per la Scala g. Questa infatti non è una scala vera e propria ma identifica tutti i treni che circolano su binario con scartamento di 45mm anche all'aperto. In esse il rapporto di riduzione va da 1:13 a 1:32 a seconda che si riproduca una ferrovia con scartamento da 600mm o a scartamento ordinario. La scala G è una estensione della scala creata da LGB nata con lo scopo di espandere le possibilità delle ferrovie da giardino.
 

 
Plastico in scala H0 Märklin.
 
Un modello in scala H0 di un ponte ferroviario in un plastico (modello Rivarossi)
 
Particolare del piccolo plastico ferroviario in scala H0 "La Stazione di Prato Nord".



 
Antica locomotiva da manovra della Baltimore & Ohio modello dorato della Rivarossi

 

la scala 1:220 Persone

Materiale rotabile

I modelli in scala di locomotive o vagoni o carri merci possono avere varia origine.

Autocostruzione ed elaborazione

Un certo numero di appassionati costruisce da sé i propri modelli ferroviari in scala utilizzando in genere lamierini di ottone lavorati o fotoincisi. Più recentemente si è diffuso l'uso di fogli di materiale plastico tagliati ed incollati secondo l'esigenza, anche se il materiale prevalentemente utilizzato è l'ottone in fogli, tubetti e profilati con sezioni e spessori sottili; per l'esecuzione di particolari minimi e dettagli si ricorre spesso alla fotoincisione chimica. Un settore minore dell'autocostruzione è quello che si dedica al montaggio di scatole o kit di montaggio prodotti dall'industria del settore. L'elaborazione dei rotabili consiste nel restaurarli o nel creare modelli non prodotti commercialmente, ma che si ispirano a materiale rotabile realmente circolante.



Costruzione artigianale

Soprattutto in epoca recente in Italia si è assistito allo sviluppo di un consistente numero di costruttori di modelli ferroviari a livello artigianale. I modelli, spesso di grande pregio, colmano alcune lacune di produzione industriale e a volte vengono prodotti in serie limitate e numerate per collezionisti. Ultimamente si stanno diffondendo in America dei modelli in scala 1:2 con scartamento reale. Questi modelli sono soprattutto usati come modelli "da giardino" per chi ha una casa molto grande con giardino esterno.

Produzione industriale

Sono numerose nel mondo, soprattutto in Europa occidentale, Stati Uniti e Giappone le case che producono modelli ferroviari in scala. Alcune sono molto note come Arnold, Märklin, Fleischmann, Hornby, Roco, Bachmann, Kato ed altre emergenti, come la Mehano, industria slovena affacciatasi recentemente sul mercato in maniera autonoma. In realtà la Mehano ha operato per lungo tempo, fin dagli anni sessanta sul mercato statunitense come produttore per conto della AHM, azienda leader di mercato ma che si rivolgeva alla produzione jugoslava per contenere i costi e collaborato a lungo anche con la Rivarossi, con la quale condivise anche gli stampi di vari modelli, ma non la meccanica. Il grosso dei produttori si concentra sulla scala H0, mentre solo alcuni trattano varie scale come la N, la TT e la 0, mentre la sola Märklin crea modelli in scala Z. Il settore è in contrazione da alcuni anni, e anche i marchi famosi sono a rischio di chiusura o acquisizione, come la Märklin, finita nel 2008 in amministrazione controllata, o hanno scelto di battere nuove strade come la Bachmann statunitense che ha dedicato parte della sua produzione a modelli di treni cinesi.

 

Per quanto riguarda le aziende italiane, nel passato erano soprattutto rilevanti Rivarossi e Lima, i cui marchi, a seguito di difficoltà economiche sono stati acquisiti (assieme alla tedesca Arnold, alla francese Jouef e alla spagnola Electrotren) dal gruppo inglese Hornby che ha trasferito in Cina tutta la produzione modellistica. Dopo l'assorbimento, l'attenzione allo specifico ambito del materiale rotabile italiano è diminuito: il che ha lasciato spazio alla Vitrains, all'azienda lombarda Acme e all'azienza sarda Os.Kar., rimaste praticamente sole a essere specializzate in modelli delle FS, che si stanno conquistando il mercato dei modelli di un certo pregio, ma di costo non eccessivo.
 

 
Un modello autocostruito intorno al 1975 di Elettrotreno delle F.S.-Accanto, una locomotiva Diesel americana di produzione Mehano in scala HO

 

Alimentazione e controllo

Esistono due diverse modalità di alimentazione e controllo: analogico e digitale. Nel caso analogico, l'alimentazione può essere a corrente continua (c.c.), usualmente a 12 Volt, oppure a corrente alternata (c.a.), generalmente a 14 Volt. L'alimentazione viene erogata da un trasformatore (con annesso raddrizzatore se l'alimentazione è a c.c.), oppure da una pila (solo per c.c.). Il controllo delle motrici avviene modulando la tensione erogata dal trasformatore (o pila) tramite un reostato. Nel caso di alimentazione a c.c. ciascun binario è collegato ad un polo (positivo e negativo) del trasformatore. In questo caso la corrente elettrica arriva al motore del modello generalmente tramite le ruote che poggiano sulle rotaie, o più raramente mediante altri dispositivi striscianti. Nel caso di alimentazione a corrente alternata una fase è captata dai due binari tramite le ruote della motrice, mentre l'altra è ottenuta tramite un pattino che striscia su una terza rotaia posata al centro del binario (spesso sostituita con spilli annegati in ogni singola traversina). Nelle realizzazioni più complesse e realistiche uno dei due poli può essere trasmesso al motore attraverso la linea di alimentazione aerea tramite il pantografo installato sui modelli riproducenti locomotive elettriche od elettrotreni (in modo analogo ai treni veri).

 

A partire dagli anni '80 ha iniziato a diffondersi il controllo digitale, più flessibile ma più costoso. Al posto dei complessi cablaggi necessari per sezionare elettricamente il tracciato per permettere la circolazione simultanea di più convogli, è sufficiente un unico circuito elettrico in corrente alternata portante (tipicamente a 20 Volt) che viene modulata da una centralina elettronica digitale. I decoder installati all'interno dei mezzi di trazione rispondono ad un sistema di indirizzi precedentemente configurati su un binario separato detto di programmazione. I decoder sono in grado di trasmettere al motore del modello la corrente raddrizzata e con la tensione desiderata. Inoltre possono controllare sistemi accessori quali luci, dispositivi sonori ecc. Lo stesso circuito, tramite opportuni decoder, può controllare scambi ed altri dispositivi elettromagnetici, come gli sganciavagoni. Vi sono varie tipologie di sistemi digitali, tra le quali la più diffusa è il Digital Command Control (DCC).

Epoche

Il modellismo ferroviario si sta indirizzando sempre più non solo al perfetto rispetto della scala di riduzione, ma anche all'uniformarsi di tutti gli altri aspetti, in primo luogo della così detta livrea, cioè la riproduzione dei colori e degli altri segni distintivi.

 

Per quello che riguarda le ferrovie, in Europa, sono state definite 6 epoche (indicate con un numero romano), suddivise a loro volta in periodi (indicati con una lettera minuscola dell'alfabeto latino), nel quale collocare in maniera congrua modelli e infrastrutture,solo parzialmente corrispondenti tra le varie nazioni europeee.

Le associazioni di modellismo ferroviario

La diffusione della passione per il modellismo ferroviario è accompagnata da un fiorire di associazioni.

In Italia


  • CMF - Compagnia Modellisti Ferroviari Verona
  • C.M.E. Centro Modellistico Euganeo
  • C.F.B. centro fermodellistico brescia
  • Club Treni Brianza
  • G.F.M. Gruppo Fermodellistico Milanese
  • C.M.P. Club Modellismo Pavese
  • Gruppo Appassionati Scala TT
  • Club la rotaia di Roma
  • Club Triestino Fermodellisti Mitteleuropa - FERCLUB
  • La vecchia Stazione
  • Assoenne
  • ASN - Associazione Nazionale Amici Scala N
  • G.F.G. - Gruppo Fermodellistico Genovese
  • Associazione Amici del Trenino
  • Associazione FermodellismoSetinoSezze

Riviste di modellismo ferroviario

Il numero delle riviste di modellismo è sufficiente a mostrare la passione esistente negli Stati Uniti ed in Europa.

In Italia la crisi che ha travolto le principali case di modellismo ferroviario ha avuto un riflesso anche sul mondo delle riviste. Una eccezione in controtendenza è la comparsa di una nuova rivista: la RF Rivista della Ferrovia. Ormai le migliori riviste contengono articoli non solo in tema di modellismo, ma di una vera e propria storia della ferrovia.

Riviste italiane

  • RF- Rivista della Ferrovia
  • I treni - ETR editrice trasporti su rotaia
  • Mondo Ferroviario
  • TTM - Tutto Treno Modellismo - DUEGIEDITRICE
  • TUTTOTRENO - DUEGIEDITRICE

Riviste francesi

 

pubblicazioni del gruppo LR Presse:

Loco Revue

Voie Libre

Ferrovissime rassemblant les deux publications Ferrovissimo et Correspondances

Le Train

Riviste belghe francofone

 

    Train miniature magazine

Riviste britanniche, statunitensi e canadesi

 

    Model Railroader, la più antica rivista di modellismo ferroviario.

    railrodmodelcraftsman, seconda solo alla precedente negli usa e nel mondo.

    Narrow Gauge and Shortline Gazette, una delle più antiche

    1:87 Scale

    American Engineer & Railroad Journal

    American Heritage of Invention & Technology

    American Railroad Journal & Advocate of Internal Improvement

    American Railroad Journal & General Advertiser

    American Railroad Journal & Mechanics Magazine

    American Rails (Midwestern Rails)

la scala 1:160 Persone

Riviste spagnole

Maquetren

Musei

In diverse parti del mondo sono sorti veri e propri musei di modellismo ferroviario.

Italia

 

    Hornby Italia per i marchi Rivarossi, Arnold, Jouef e Lima

    Mondotreno a Rablà, presso Merano

  • Modellismo ferroviario su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Modellismo ferroviario")
  • Luca Balducci, Il decalogo del modellismo ferroviario
  • Consigli e suggerimenti per la costruzione di plastici ferroviari
  • Guide on-line di modellismo ferroviario
  • Traduzione della norma NEM sulle scale
  • Modellismo ferroviario in scala N
  • Il più grande plastico ferroviario visitabile in Italia